La compilazione giustinianea

La crisi dell’Impero Romano si ebbe per vari motivi:

  • Fattore militare: l’esercito, lentamente, entrò in crisi. Troppi erano i territori da preservare e il numero di uomini non era infinito. Iniziarono ad arruolarsi nullatenenti (a cui lo Stato doveva provvedere per l’equipaggiamento) e barbari. La leva era volontaria e stipendiata. Quindi il peso economico dell’esercito divenne insostenibile.
  • Crisi politica: lenta disgregazione delle istituzioni politiche, con numerose lotte per il potere;
  • Crisi economica: con la crisi del commercio e dell’agricoltura;
  • Decadenza di Roma: perde il primato nei confronti dell’Oriente, specie Costantinopoli;
  • Crisi religiosa:con l’avvento del cristianesimo e il tramonto del paganesimo. Inoltre si ebbe la lotta tra la Chiesa Monofisita (Patriarcato di Alessandria), la Chiesa Nestoriana (Patriarcato di Antiochia) e la Chiesa Cattolica (Roma e Costantinopoli).
  • Pressione dei barbari: per tutto il periodo dell’Impero Romano si ebbero invasioni da parte dei barbari. Nel V secolo si ebbe il crollo della parte occidentale dell’impero romano, con la nascita di vari regni:
    • Ostrogoti: in Italia;
    • Vandali: nel nord Africa;
    • Visigoti; in Spagna e sud della Francia;
    • Svevi: nord del Portogallo;
    • Alani: sud del Portogallo;
    • Burgundi: tra Francia e Svizzera;
    • Franchi: nord della Francia;
    • Bretoni: nord della Francia;
    • Alemanni: in Germania

Intanto nella parte orientale saliva al trono, nel 527 d.C. Giustiniano I il Grande, fino al 565 d.C., anno della sua morte. Importantissime furono le sue riforme:

  • Restauratio Imperii: nella parte orientale si impegnò, militarmente o diplomaticamente, alla difesa dei confini. Nella parte occidentale, invece, tentò di riconquistare i territori perduti e ricostituire l’antico Impero Romano, sotto il suo comando. Sconfisse i Vandali e gli Ostrogoti, riconquistando Africa, Spagna e Italia.
  • Riforma dell’amministrazione centrale e periferica;
  • Religione: fondò l’intero impero come un impero romano cattolico, perseguitando i pagani e tutti i non cristiani;
  • Insegnamento del diritto: il corso di studi durava 5 anni. Nel primo anno si studiavano le Istituzioni e la prima parte del Digesto, nel secondo, nel terzo e nel quarto altre parti del Digesto, infine il quinto anno era dedicato allo studio del Codice.
  • Riforma del diritto: come detentore del monopolio nella produzione e interpretazione del diritto, svolse un’importante attività legislativa, accanto alla grande compilazione. Vigeva il divieto di interpretazione dei testi normativi e l’obbligo di rivolgersi, in caso di dubbi, al sovrano. Nel 534 d.C. ebbe vita il Corpus Iuris Civilis, raccolta di materiale normativo e giurisprudenziale.

Il Corpus Iuris Civilis ebbe vita in varie fasi:

  • 528 d.C.: fu nominata una commissione con il compito di riordinare, semplificare, chiarire l’enorme massa di fonti del diritto ancora vigenti. Vi dovevano confluire il codice gregoriano, ermogeniano e teodosiano e le successive costituzioni.
  • 529 d.C.: ebbe vita la prima edizione del Codex, la raccolta ufficiale di costituzioni imperiali;
  • 533 d.C.: sotto la guida del quaestor sacri palatii Triboniano, ebbe vita il Digesto, raccolta di iura, semplificate e chiarite, che ebbero, da allora, stesso valore delle costituzioni imperiali;
  • 533 d.C.: ebbero vita le Institutiones, raccolta di materiale didattico, riservata alle scuole di diritto, ma che ebbe anche valore normativo;
  • 534 d.C.: ebbe vita la seconda edizione del Codex, la raccolta ufficiale di costituzioni imperiali;
  • 535 d.C.: iniziò la raccolta delle Novellae Constitutiones, cioè le costituzioni emanate da Giustiniano.

Il materiale utilizzato dai compilatori era enorme. Per questo si crearono varie sottocommissioni, per l’analisi di vari tipi di materiali, sottocommissioni che poi si riunivano congiuntamente per eliminare ripetizioni e incongruenze. Le sottocommissioni erano:

  • Sabiniana: aveva ad oggetto materiale di ius civile, del giurista Sabino e i commentari all’editto di Ulpiano, Paolo e Gaio;
  • Edittale: aveva ad oggetto materiale di ius honorarium e i commentari all’editto di Paolo, Ulpiano e Gaio;
  • Papinianea: aveva ad oggetto le opera di responsa di Papiniano;
  • Appendice: aveva ad oggetto materiale residuale.

In epoca post giustinianea, grazie all’imperatore Basilio I e del figlio Leone VI il saggio, si ebbe una nuova compilazione, detta Basilici o Libri Basilicorum, che raggruppa il contenuto del Corpus Iuris, completato dalle costituzioni imperiali successive.

 Il Corpus Iuris Civilis è quindi composto da:

  • Codice: raccolta di costituzioni imperiali (leges). Si ebbero due edizioni:
    • 529 d.C.: il testo della prima edizione non è arrivato sino a noi. Fu nominata una commissione di 10 membri:
      • 7 alti funzionari (tra cui Triboniano);
      • 2 avvocati;
      • 1 professore di diritto (Teofilo).

Tale commissione ebbe il compito di:

  • Eliminare le costituzioni che non erano più in vigore;
  • Modificare il contenuto per adattarlo alle esigenze e alla realtà del tempo;
  • Modificare il contenuto per armonizzarlo con il resto delle fonti di diritto.
  • Oggetto del lavoro commissariale dovevano essere non solo le leggi generali ma anche i rescritti;
  • Le costituzioni dovevano essere raccolte per titoli e in ordine cronologico;

Con l’entrata in vigore del Codex, perdevano efficacia i codici e le costituzioni precedenti.

  • 534 d.C.: la prima edizione fu abolita e sostituita con la seconda. Essa fu necessaria per:
  • Includere l’intensa legislazione di Giustiniano;
  • Armonizzare il Codex al Digesto.

A tal fine fu nominata una seconda commissione di 5 membri:

  • Triboniano: alto funzionario e presidente della commissione;
  • Doroteo: professore a Berito;
  • 3 avvocati

Con l’entrata in vigore del secondo Codex, perdeva efficacia la prima edizione del codice stesso e tutte le costituzioni giustinianee precedenti ad esso. Comprende dodici libri, divisi in titoli in cui le costituzioni si seguono in ordine cronologico:

  • Libro I: Diritto ecclesiastico, pubblico e canonico;
    • Libri II – VIII: diritto privato
    • Libro IX: diritto penale
    • Libri X – XII: diritto pubblico non ricompreso nel primo libro, diritto amministrativo e finanziario.
  • Digesti o Pandette: dopo aver compilato il primo codice, per risolvere il problema degli iura si pensò di emanare 50 costituzioni imperiali che davano soluzione ai contrasti giurisprudenziali nelle varie controversie. Queste costituzioni erano le Quinquaginta decisiones. Si capì che il problema degli iura non fosse stato risolto e che occorreva una raccolta di iura. A tal fine fu nominata una commissione, composta da:
    • Triboniano: presiedeva la commissione;
    • Costatino: era il comes sacrarum largitionum;
    • 4 professori di diritto: Teofilo, Cratino, Doroteo e Anatolio);
    • 11 avvocati.

La commissione doveva raccogliere i brani, scegliere solo quelli adattabili al diritto vigente, sistemarli secondo l’ordine del Codex. Tutto il materiale venne diviso in 50 libri, titoli e frammenti. Venivano usati solo le opere dei giuristi aventi ius respondendi. I 50 libri erano così divisi:

  • Libro I – IV: principi generali (Prota) ed una parte del diritto pubblico;
    • Libri V – XI: proprietà e diritti reali;
    • Libri XII – XIX: obbligazioni e contratti;
    • Libri XX – XVII: diritto di famiglia;
    • Libri XXVIII – XXXVI: successione testamentaria;
    • Libri XXXVII – XLIV: successione nel possesso;
    • Libro XLV: crimini
  • Istituzioni: gli studenti delle scuole di diritto studiavano le Istituzioni di Gaio. Si decise di sostituirle con un’opera elementare di piccola mole, destinata sempre all’insegnamento. Fu nominata una commissione composta da Triboniano, Teofilo e Doroteo che, in un anno, concluse i lavori e pubblicò le “Institutiones”. Essendo state emanate con legge dell’imperatore, oltre alla valenza didattica, ebbero anche valore normativo. Le Institutiones si dividevano in 4 libri:
    • Libro I: delle persone e della famiglia;
    • Libro II: delle cose, della proprietà e dei diritti reali, della successione testamentaria, del legato e del fedecommesso;
    • Libro III: della successione intestata e delle altre successioni non ereditarie, delle obbligazioni da contratto;
    • Libro IV: delle obbligazioni da atto illecito, del processo e del diritto penale.
  • Novelle: le Novellae Constitutiones erano tutte le costituzioni giustinianee emanate dopo il 534 d.C. Non vi fu una raccolta ufficiale di queste costituzioni (abbiamo solo raccolte private) ma venivano conservate e raccolte dai quaestor sacri palatii e pubblicate ogni sei mesi.