Dipende. Innanzitutto, bisogna stabilire due tipologie di problemi che potrebbero sorgere:
- Di tipo fiscale: pena l’evasione fiscale, ogni vincita va dichiarata al Fisco, anche quella derivante da “vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico e i premi derivanti da prove di abilità o dalla sorte”.
- Di tipo penale: i giochi d’azzardo sono quelli in cui “ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è interamente o quasi interamente aleatoria” (art. 721 Codice penale). La legge penale italiana punisce chi, in un luogo pubblico, aperto al pubblico o in circoli privati (associazioni non riconosciute senza scopo di lucro ai quali può accedere solo chi sia in possesso di un tesserino di associazione) tiene, agevola o partecipa a giochi d’azzardo (art. 718 e 720 Codice penale). Ciò perché organizzare giochi d’azzardo è una prerogativa dello Stato (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) o di privati debitamente autorizzati.
Fatta una disamina preliminare, possiamo quindi affermare che i giochi di carte (compreso il poker), la tombola, la roulette, i dadi ecc., se praticati con vincite, sono senz’altro gioco d’azzardo in quanto la vincita o la perdita dipende solo o quasi solamente dalla fortuna. Ed essendo gioco d’azzardo, non possono essere praticati, sempre a fine di lucro, in luoghi pubblici, aperti al pubblico o in circoli privati, se non dietro autorizzazione da parte dello Stato.
Ma nelle case private? La fattispecie del gioco d’azzardo, anche se a scopo di lucro, nelle case private non è ricompresa nelle tipologie vietate. Quindi, è lecito giocare a carte, tombola, dadi con amici e parenti, magari durante le feste, ma a condizione che ciò sia sporadico. Infatti, organizzare sistematicamente giochi d’azzardo trasformerebbe la giocata isolata in un torneo o competizione e quindi in gioco d’azzardo esercitato, di fatto, in un circolo privato (bisca clandestina) e, quindi, vietato.

